Grazie alla migrazione ho avuto modo di ripercorrere gli ultimi 4 anni attraverso i pensieri di un caro amico. Ho potuto sperimentare ciò a cui mira chi scrive a se stesso in una busta e la riapre tra trent’anni, guardandomi in modo distaccato, dall’esterno. Guardandoci, un po’ tutti ad essere sincero… Il risultato è stato agghiacciante. L’istinto è stato di posare la penna per sempre e metterla sotto chiave, per proteggere entrambi (me e la penna). Ho avuto modo però di rifare questo percorso, a suo modo molto malinconico gradevole. La cosa che indubbiamente mi ha (ri)colpito di più riguarda un Samurai giapponese, il cui ricordo c’era ma stava sbiadendo, cercando di fuggire. C’è chi dice che un samurai giapponese non pianga mai, sappia affrontare stoicamente ogni sofferenza mostrando la sua forza davanti al dolore. Quella sera, quando dissi che anche lui, il Samurai giapponese, poteva permettersi di piangere, è ancora vivida nella mente.
A seguire, volendo mischiare sacro e profano, la notizia che WWS non esiste più. Peccato, per quanto stupido si portava dietro dei bei momenti, chissà quante cose sarebbero diverse se non ci fosse mai stato.
La carrellata continua, ringraziamenti estivi, “danze della morte” per capodanno, persino commenti come “6 1 FANATICODIKITARREMETALLAROSALTERELLO EINTELLIGENTEABESTIA M CM FAI???” che sono sicuro l’autore vorrebbe cancellare tipo adesso, se solo si accorgesse di averlo scritto.
Non voglio tediare oltre con altri aneddoti su cui ho avuto occasione di riflettere stasera perciò concludo qua per stasera, ma è stata una cosa divertente tutto sommato. Non escludo di poterlo fare nuovamente a breve, magari con altri blog.

Ulteriori elementi degni di nota:

-Onnipresenza di una cerca commentatrice (si rivolge anche a me scusandosi se abbrevia il mio nome sebbene mi abbia visto una sola volta) “io amo la psicologia e per questo faccio blog con sfondo glitteroso perchè così si legge meglio quello che ho da dire”.

-I miei commenti sembravano fatti da un motivational-bot.

-Nell’estate del 2008 l’LHC ha rischiato di ucciderci tutti.

-Un tempo esisteva un certo Sig. Maestro che aveva un blog, dal nome sembra una brava persona.

-In particolare queste righe del 17 agosto 2006 mi hanno strappato qualche sorriso in più rispetto alle altre “il 7 luglio ho rivisto un amico sorridere per MTG, il suo spirito di duellante travalicare ogni ostacolo spazio-temporale della vita per ritrovarsi ancora, più vivo che mai, ad imprecare sulla complessità della “pila” in un doppio sotto i miei occhi.