Mason si alzò sotto lo sguardo impassibile degli Assistenti. Si aiutò facendo leva sul lettino su cui era rimasto sdraiato inerme fino a pochi istanti prima. Si diresse verso lo specchio e il rumore dei suoi passi lo riempì di vita come non succedeva da tempo. Attraverso il vetro uno sconosciuto lo squadrò attentamente. Il verde intenso dei suoi occhi lo penetrava cercando di capire chi si trovasse davanti, ancora non convinto di come fosse possibile. Era alto e brizzolato, di bell’aspetto notò, nonostante avesse indosso solamente un grembiule sporco di una sostanza scura e verdastra. Allungò una mano verso lo specchio e Mason ne imitò i movimenti fino a sentire la superficie liscia che li separava. Disegnarono all’unisono un volteggio con i polpastrelli, tamburellando specularmente una muta melodia con le dita.

Era un mondo nuovo. Nuovi colori e nuovi sapori stavano scoprendo la mente di un Mason frastornato e stremato mentre sgranchiva la sua nuova dimora. Un corpo nuovo, sensi nuovi, suoni da imparare e colori da riscoprire. Anche l’aria nei polmoni e la saliva sulla lingua sapevano di nuovo.