Titolo (obbligatorio)

Lascia un commento

Data/Ora:
Titolo (obbligatorio):
Categoria:
Stile    Dimensioni carattere    Lunghezza paragrafo

E’ tutto un ridursi in schematiche categorie esclusive che non lasciano spazio a possibilità o indecisioni. O bianco o nero. O bene o male.
Non c’è posto per un grigio beneomale.
Così quello che facciamo, quello che pensiamo, quello che crediamo, quello che pensano di noi, di voi, di tutti. Un mondo rigorosamente giudice, detta legge senza capire, scrivendo dettami su idee fallaci… Idee del cazzo, per l’appunto uno strano gioco di parole… Ogni essenza ha la sua sentenza, molteplici punti di vista soggettivi. Apri gli occhi mondo, l’oggettività è la rovina, così non va.
Ascolta e comprendi, non sei solo (forse lo diverrai capendo).
Auguri mondo sfumato che ragioni per concretezze. Devi essere felice, è festa.

É tutto un martellare incessante

Lascia un commento

É tutto un martellare incessante…
Il guaito di un cane abbandonato,
I canti vocalici del vicinato,
Il canto straziato di un ambulanza,
Il soffuso e indistinto disturbo dell’ignoranza,
I libri incomprensibili e le pressioni del tempo,
Il vortice che ti risucchia e ti schizza via per farti ritoccare terra solo dopo morto,
Il coordinarsi degli eventi,
Il martellare incessante fuori e dentro la testa,
É tutto un martellare incessante…

Perchè la merda è così buona?

Lascia un commento

Strano, di solito comincio a scrivere partendo da un titolo e ciò che pubblico è il risultato di ciò che ne segue.
Stavolta mi sono messo qui, la pagina bianca, nessuna idea, l’unica cosa chiara è la confusione e la stanchezza che ho in testa.
Ci sono cose che proprio non riesco a spiegarmi, o a capirne i motivi.
Forse perchè motivi non ci sono, sono azioni istintive dettate da stupide emozioni che crediamo buone e che in realtà ci danneggiano e distruggono quello che ci siamo tanto impegnati a creare (o che qualcuno a creato per noi).
Forse perchè i motivi ci sono, ma non li capisco, non li comprendo, non li condivido, li trovo stupidi.
Forse queste cose non sono poi così sbagliate, se le fanno tutti ci sarà un motivo…
Forse dovrei iniziare anch’io, agire contro ciò che credo giusto e rispettoso. Contro quelle che ritenevo fossero le caratteristiche del bene supremo…
Si dice che in guerra e in amore tutto sia lecito. Non che mi interessi il significato di questa frase, ma forse è così perchè coincidono…
Inizio a chiedermi se l’amore non sia altro che la più ipocrita delle guerre, farcita di egoismi, di contraddizioni, di incuranza per chi ci sta accanto e ha vissuto finora con noi.
Guardandomi intorno sembrerebbe proprio così e mi domando se sia il caso di cambiare le mie idee a riguardo, intaccando l’utopica visione del mondo che vivevo con ottimismo…

Perchè la merda è così buona??
Miliardi di mosche non potranno essere tutte in errore…

Apatiche riflessioni

Lascia un commento

Scrivo sulla sabbia
parole indelebili,
sciolte nel tempo
da aliti di vento.

Debole inadeguatezza dell’odio

Lascia un commento

Striscia, calpesta, sputa veleno, la vita serpentina.
Reagisco, mi dimeno, mi stringe sempre di più.
In un moto di gelosie, diffidenze, sopraffazioni e menefreghismi io e il mondo del Mondo ruotiamo su assi differenti.
E più mi divincolo e più mi sento inadeguato ed incapace di controbattere.
L’opinione di un debole non conta niente, la debolezza è solo motivo di forza per l’uomo.
L’uomo che vive secondo la legge della giungla… in cui il più forte vive e il più debole perisce…
L’unico rimedio è di inghiottire l’amaro boccone medicinale, con la speranza che il corpo sappia sopportarlo ancora una volta, che non faccia traboccare il vaso della merda di cui si fa portatore, continuando a riconoscervi l’odore della realtà ignorandola e vivendo sulla sua strada. Con le sue convinzioni. Con le sue speranze, le sue utopie, i suoi sogni. Continuando ad incassare i colpi e curando i propri lividi…
Sputami addosso il tuo veleno, fottuto mondo di merda. Sono diverso da te, non saprò come debellarlo ma ho imparato ad ignorarlo.

Per ora.

La macchina complessa

3 commenti

Ho già insistito abbastanza sull’argomento, sia fuori che dentro questo blog. E’ diventato anche l’argomento della mia tesina al liceo, ma adesso voglio tornarci sopra.
Sto parlando della Macchina Organica.

Nel mio post precedente forse non mi ero espresso benissimo, forse non avevo le idee tanto chiare nemmeno io, forse l’argomento non ha destato l’interesse sperato. Ricordiamo velocemente di cosa si tratta:

L’uomo è una macchina, organica, ma macchina.

Meccanismi, reazioni chimiche e impulsi elettrici.

Cervello compreso.

Reazioni, cause ed effetti.

Sentimenti, pensieri, non sono altro che frutto di questi meccanismi,
di reazioni chimiche come quelle causate da dopamina e serotonina.

E frutto di schemi mentali, preimpostati, come gli istinti.

Daltronde, si muore quando, semplicemente, qualcosa si rompe, nella macchina uomo.

Definita così la morte, come potrebbe essere definita, la vita?

Nell’attesa di affiancare a questa fondamentalissima domanda una adeguata risposta, consiglio di abbandonare le solite risposte già note, diffuse e
popolari, perchè spesso e volentieri rappresentate da arzigogolate e
inutili spiegazioni, cose che si sostengono non perchè dimostrate, o
perchè ci si crede veramente, ma perchè piace crederci.

Una bella differenza.

Queste righe sono state prese daviadiqua.it, un sito in cui mi sono imbattuto poco fa. Ho lasciato anche la seconda parte che esula un po’ dall’argomento principale ma che esemplifica la reazione della maggior parte delle persone che hanno commentato l’ultima volta.
Vorrei portarvi qualche esempio, purtroppo non molto recente (perchè non si sente più niente sull’argomento?? Non riesco io a trovare niente o non c’è tutto questo interessamento come facevano credere??) che mostra le potenzialità della macchina organica.

Innanzi tutto per tornare sull’aspetto dell’"immagazzinare dati in parti organiche" che avevo ipotizzato la volta scorsa ecco cosa è stato scritto su un altro sito chiamato museoinformatica.it (dal quale prenderò altri pezzi anche in seguito):

Un
esperimento realizzato presso l’università del Wisconsin, negli Stati
Uniti, ha dimostrato che un solo grammo di molecole di DNA potrebbe
contenere la stessa quantità di informazioni contenuta in 3.000 miliardi
di CD-ROM.
Questa strabiliante capacità è dovuta al fatto che i dati non
verrebbero immagazzinati in forma binaria (1 e 0), bensì sotto forma di
strutture di molecole che, tutte assieme, contribuiscono a formare la
catena di DNA. Le ricerche in questo campo, denominato “DNA Computing”
(vedi motori di ricerca), procedono molto celermente e, secondo gli
scienziati americani, un giorno sarà possibile utilizzare il “codice
della vita” come un’immensa memoria per computer.

La cosa ha dell’incredibile come potrete facilmente immaginare. Tre miliardi di Cd-ROM in un grammo! Facendo un piccolo calcolo che spero di non aver sbagliato, stiamo parlando di più di due milioni di Terabyte, mica noccioline! (Per chi non avesse familiarità con queste unità di misura, fino a poco tempo fa le capacità di un hard disk non arrivano neanche a un Terabyte)


All’Applied 
Chaos Laboratory, del Georgia Institute of Technology, sono
riusciti a creare un prototipo di computer organico, un ibrido al confine
tra vita animale e vita artificiale. L’elaboratore non ha memoria ram,
neppure dischi fissi, ma la memoria di base è assicurata da alcuni
neuroni di sanguisuga collegati a una piastrina di silicio. Oggi il
computer riesce a fare solo qualche addizione e sottrazione, ma in futuro
il nuovo dispositivo potrebbe provocare una rivoluzione copernicana
hi-tech. Con il connubio neuroni-silicio i computer del futuro non avranno
bisogno di essere sempre più miniaturizzati: basterà distribuire la loro
intelligenza nei miliardi di cellule nervose che saranno inserite nei
singoli chip. Ogni neurone riceve una stimolazione elettrica e il sistema
somma o sottrae il neurone e calcola l’equazione. Si apre un dibattito
etico: è giusto superare i confini che separano vita artificiale e
biologica? E non si rischia ,un domani, la creazione di computer capaci di
funzionare con le cellule nervose di un uomo?

Questa è una notizia che risale al 2002 se non sbaglio, la inserii anche nella suddetta tesina (che ricordo potete scaricare qui dal blog nel remoto caso vi interessasse) e la trovo una cosa veramente sensazionale. Era esattamente una cosa simile che intendevo, non tanto i polmoni artificiali o roba simile di cui potremmo citare un’infinità di esempi da non trascurare per la loro importanza. Anzi apro una piccola parentesi per spenderci due paroline a riguardo.
Probabilmente vi ricorderete di Pistorius, il corridore senza gambe che gareggiava con due protesi, suscitanto non poche polemiche. Sappiate che non è certamente l’unico caso del genere: c’è l’esempio di un bambino di quattro anni a cui è stato impiantato un orecchio bionico, restituendogli almeno parzialmente l’udito. Un uomo di 38 anni invece grazie ad un chip nell’addome può ritornare ad usare le proprie gambe ormai paralizzate da nove anni ed è stato creato anche il primo occhio artificiale collegando una sottile telecamera proprio con il cervello.
Per chi avesse seguito Fringe, la nuova serie di J.J.Abrams (Lost), il braccio di Nina Sharp non è poi così distante dalla realtà!

Sarò testardo ma io ci riprovo: alla luce di quanto detto, cosa pensereste se il un futuro prossimo ci dovessimo trovare ad usare calcolatori a base di enzimi, che immagazzinano dati su stringhe di DNA e che magari funzionano grazie a neuroni di qualche animale? Lo accettereste sotto un punto di vista etico? Come pensate che reagirebbe il mondo?
Sotto certi aspetti che non specificherò per non andare fuori tema e non risultare offensivo nei riguardi di nessuno ritengo che la nostra società sia rimasta ancora immersa in una mentalità da medioevo e che non riuscirebbe mai ad accettare una simile innovazione, frenando l’inesorabile sviluppo che dice di essere così all’avanguardia ma che potrebbe, ne sono sicuro, offrirci molto di più, se solo lo volesse…


Siamo solo macchine complesse, somma di parte reale e parte immaginaria.

Com’è che fa il rumore del vento?

3 commenti

Un timido brusio…
Impercettibile ma c’è,
un sorriso rubato,
una carezza sfiorata…

Due parole non dette,
appena percepite…
Cosa cambia?
Cambia niente?

In una notte senza luna,
splende invece più luminosa che mai…
Ascolta,
è il rumore del vento,
ascolta,
e non dimenticarlo mai…

Same mistake

4 commenti

Si lo so è tardi, ho sonno, non dormo abbastanza, poi sono un cencio, cammino con le occhiaia al posto delle gambe, rantolo nel sonno invece di muovermi come un comune mortale, non me ne frega una mazza…
Non ho voglia di andare a dormire e ho bisogno di scrivere un po…
Mi sono reso conto oggi di essere in vacanza grazie ad una doppietta di 2 ad analisi.
Mi sono reso conto oggi di quanto tutto sia sempre uguale, di quanto le cose si ripetano in questo schifo di organizzazione di merda che ha la nostra stupida vita.
Mi sono reso conto oggi di quanto la gente possa continuare ad essere fava, in circostanze diverse, a distanza di tempo, a distanza di spazio e di persona.
Mi sono reso conto oggi che rivoglio le nostre serate di cazzeggio.
Mi sono reso conto oggi che rivoglio le nostre birre e bomboloni sui gradini.
Mi sono reso conto oggi che rivoglio le nostre pizze improvvisate.
Mi sono reso conto oggi che rivoglio le chiaccherate con tutti.
Mi sono reso conto oggi che rivoglio un cinema per passare il tempo.
Mi sono reso conto oggi che rivoglio un fumetto per ritrovarci e svagarci.
Mi sono reso conto oggi che rivoglio tutti, ma proprio Tutti.

Mi sono reso conto oggi del rumore del silenzio.

Laughing on a Teardrop: New Year’s Eve in Tonfano!

10 commenti

E anche il 2008 se n’è andato. Davvero, che strano… ancora non mi sono abituato all’idea di essere nel 2009…

No via, tutta sta parte pallosa e banale la salto, non me ne frega mica nulla di stare a discutere di quanto è stato bello/brutto/palloso/entusiasmante/strano/banale/chissenefregacos’altro il 2008… Quel che è stato è stato, non mi ricordo nemmeno quale canzone stavo ascoltando due minuti fa, guarda se mi ricordo cosa è successo nel corso dell’anno…
Però perlomeno il filo dell’ultima settimana dovrei essere in grado di ricostruirlo…

Inizia tutto con una partenza annunciata ma semi-improvvisa in una tranquilla mattinata di fine Dicembre… direzione: mare.
Un arrivo all’insegna dell’agghiaccio, la casa da rimettere in funzione, un forno freddo, un’antenna balorda, una valigia da disfare.
In attesa di un po di calore infuso da parte del termosifone ci addentriamo in una Tonfano più insolita che mai, una Tonfano natalizia, immersa nella luce del crepuscolo, attorniata da alberi di Natale e addobbi…

La spiaggia si apre davanti a noi come una landa desolata e abbandonata e la sabbia inizia a attaccarsi alle nostre 4 scarpe, il freddo prende il sopravvento e ci rifugiamo in un bombolone, tra un singhiozzo e un altro…
Il giorno seguente, dopo una spesa e una passeggiata, i buoni propositi sfumano nel confortante riposo di un letto, abbandonandoci al riposo, sotto calde coperte, per ore di conversazioni e di rievocazioni insolitamente commoventi……

Finalmente arriva l’ultimo dell’anno e dopo ben poche, troppo poche, ore di sonno arrivano tutti e veniamo lasciati al nostro destino per essere sorpresi da un’acquata disumana, affrontata da una cioccolata calda nella vana speranza che il cielo risparmi il nostro ritorno a casa.
Aumentato il numero i tempi sono lunghi, l’organizzazione presenta gravi falle, i crostini sono freddi… Il cibo è però tanto, la compagnia è buona, il tempo passa in fretta, tranne gli ultimi tre minuti, colpa della mia stupidità complice con la bottiglia dello spumante, in anticipo di tre secondi…
Finisce il 2008, si passa nel 2009…
Anno nuovo, sonno nuovo… Circa 6/7 ore in due giorni… Sveglia alle 2 del pomeriggio seguita da pranzo e pulizie giusto in tempo per gli ultimi scorci di tramonto sulla spiaggia…

La sera restiamo con un avanzo ingombrante di lenticchie che avremmo condiviso volentieri e iniziano le chiamate per sentire se ci portano del cotechino…
Chissà perchè non è venuto nessuno a far compagnia ad un povero vecchio…
Tra pizza, risate e giochi di società anche il primo giorno del nuovo anno giunge al termine… Si inizia a intravedere la fine, tutti se ne vanno e rimaniamo ancora una volta solo noi in attesa di tornare a casa…
Dopo un pranzo più distruttivo per la casa di tutte le giornate precedenti facciamo le valigie e ci troviamo in mezzo agli ultimi confronti faccia a faccia… Rimproveri, risate, pianti e deliri nell’arco di uno sguardo per una confidenza in crescendo…
Poi la partenza, un buio ritorno per mascherare un volto rigato, e infine di nuovo a casa…
Dopo cinque bellissimi giorni…

Grazie a tutti, a te in particolare…

Le mie più sentite scusa anche a coloro con cui non mi sono fatto vivo e a tutti per non aver mandato neanche un singolo messaggio di auguri…
Auguri a tutti… Che questo possa essere un ottimo anno, per tutti…

Continuous function

7 commenti

Allora… Appurato che lo Staff di ‘sto coso qui è un branco di incompetenti con il senso del bello al posto della carta igenica, mi sono ritrovato a giocherellare con una simpatica palla da spiaggia tutta colorata mentre caricavo delle nuove foto sul blog…
La scrittina "Se il caricamento richiede troppo tempo, divertiti con questo gioco nell’attesa" mi guarda e ride… Tanto siamo entrambi consapevoli che si sforzerà di impiegarci più tempo possibile…
Una serata apatica questa… Tranquilla certo, ma all’insegna dell’attesa, della noia quasi…
Un intervallo di serata insolito… Circoscritto e limitato ad oggi… Ma talmente continuo nei suoi estremi da poter essere integrabile secondo Riemann
Bah, chissà se ne potrei derivare qualcosa…
Già…Perchè come ci insegna la buon vecchia Wikipedia (si proprio lei, non il buon Benevieri, ne il vecchio Modica)

Se è una funzione continua allora la "funzione integrale" definita come

è una funzione derivabile in e si ha che per ogni .

Dopo questa posso dirlo pure io… Sto male, sono grullo.
E per chi di integrale conoscesse solo il pane, ricordo che sono meglio i cereali, che fanno andare di corpo, a differenza del pane che fa cacare ma che si integra meglio. Ebbene si, preferisco il pane asociale.

Oh my Dog, della mia sanità mentale comincio a dubitare.
Oh my Dog, non mi farà mica male derivare un integrale?
Oh my Dog, help me!

Voci più vecchie Voci più recenti

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 48 other followers